
Malattie dalle zecche
- 199
In continuo aumento sono i casi accertati di malattie trasmesse dalle zecche, ne sono solitamente più colpiti gli animali che cacciano e che viaggiano. Le Regioni italiane a maggior rischio sono il nord del veneto, il friuli, il trentino, la toscana e la puglia; soprattutto le zone boschive, montane, pedemontane e da pascolo.
Le zecche, dopo essere uscite dall’uovo, risalgono i fili d’erba dove restano in attesa del passaggio di un animale resistendo anche per 5 -6 anni senza alimentarsi.
Essendo aracnidi, hanno 2 mandibole con cui mordono, e posseggono 6 zampe negli stadi larvali immaturi e 8 in quelli adulti.
Le specie più comuni necessitano di 2 o più ospiti per completare il proprio ciclo biologico e quindi dapprima salgono sull’animale per poi cadere al suolo e risalirne su un secondo.
Gli accoppiamenti avvengono sull’ospite così come i temuti pasti di sangue con ingrossamento della zecca, produzione di uova e caduta al suolo con la loro disseminazione nell’ambiente.
Durante il pasto la zecca rimane ancorata con le mandibole, succhia il sangue e rilascia abbondante saliva. Tramite essa il parassita può veicolare batteri, virus e protozoi causa di infezioni e malattie anche pericolose e mortali quali la Lyme, la Babebiosi, la Herlichiosi e le Rickettsiosi che provocano da subito o anche a distanza di settimane febbre alta, anemie per emorragia , setticemie, epatiti, encefaliti ed artriti.
Negli animali affetti è possibile identificare i patogeni mediante esami del sangue mirati ed attuare una terapia farmacologica in grado di debellare la malattia se presa tempestivamente.
È inoltre doveroso da parte dei proprietari effettuare una profilassi preventiva con prodotti antiparassitari zecchicidi efficaci e, se necessaria, la vaccinazione per la lyme e/o la terapia-profilassi antibiotica.





