
Vermi intestinali e filariosi
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Chi decide di portare a casa un cucciolo o un gattino deve fare i conti sulla presenza quasi matematica di parassiti intestinali dato che il loro ciclo prevede la trasmissione per via transplacentare, con il latte materno, per ingestione di terreno e di feci.È da tempo nota la necessità di effettuare ripetute sveminazioni tra il secondo ed il quinto mese di età ad intervalli di 20-30 giorni e l’esecuzione di esami diagnostici delle feci, ma non tutti sanno che è indicato ripetere i trattamenti anche in età adulta con una frequenza quantomeno semestrale e addirittura trimestale per soggetti a maggiore rischio reinfestazione.
Per ottimizzare i risultati è mio consiglio utilizzare prodotti che siano ad ampio spettro di azione nei confronti sia dei vermi tondi (ascaridi, ancilostomi e trichiuridi) che dei vermi piatti (le tenie), che prevedano poche somministrazioni (meglio una sola), e che agevolino la somministrazioni come l’utilizzo di paste orali, compresse piccole ed aromatizzate, o di ampolle spot-on da applicare sulla cute.
Alcune molecole impiegate a tal fine trattano anche la filariosi cardiopolmonare, parassitosi cardiaca trasmessa dalle punture delle zanzare, comune nel Centro-Nord Italia soprattutto in pianura padana dove carnivori selvatici e cani fungono da serbatoio.
Per questa malattia non esiste una “vaccinazione”, ma è possibile effettuare una profilassi farmaceutica che miri ad eliminare gli stadi larvali man mano che vengono inoculati, tale profilassi sarà da concordare con il veterinario che valuterà tramite un test ematico la negatività parassitaria dell’animale, onde evitare possibili shock anafilattici.





