lezione-anna-frank
28 Mar

VETERINARI IN CLASSE: lezione all’Anna Frank!

  • 107

Articolo sulla lezione tenuta alla scuola elementare Anna Frank il 23 marzo 2017

Quanto scriverò in seguito lo dedico a quei colleghi che nell’arco della mia vita professionale mi hanno detto “fai tutto, ma non fare il veterinario come ho fatto io” sostenendo che sia un lavoro poco remunerativo e non sempre gratificante.

Tutto è iniziato quando la maestra di mia figlia Alice mi ha chiesto di presentarmi in classe il 24 marzo 2017 per esporre ai bambini in cosa consistesse il mio lavoro, apportando anche nozioni curiose ed educative sulla gestione dei Pet.

Preparare e presentare una lezione a degli studenti in qualità di maestro dà sempre una forte emozione ed è di grande responsabilità; ancora di più se come interlocutori hai di fronte 18 bambini di 10 anni con cui devi relazionarti ed a cui devi spiegare in un paio d’ore il mestiere più bello del mondo, il veterinario.

Premetto che ho avuto qualche mese di tempo per prepararla a dovere e, documentandomi, sono venuto a conoscenza del progetto cuccioliamori patrocinato dall’Aivpa che mette a disposizione del materiale didattico scaricabile on line e, su prenotazione per scuole ed ambulatori veterinari, dei kit composti da cartoline, manuale e giochi sui Pet realizzati in modo accurato, gradevole ed adatto all’età degli alunni delle classi elementari.

Così, prendendo spunto dal materiale fornitomi, aggiungendo un microscopio ed un paio di vetrini colorati, 2 dentiere finte, qualche opuscolo su come lavare i denti a cani e gatti, una pulce in plastica ed un libricino con i principali parassiti esterni, nonchè un immancabile Gatto vivo di proprietà della mio collega Erica, con cui ho fatto la relazione, ho passato una delle più belle, produttive, gratificanti e memorabili giornate della mia vita professionale.

La lezione si è svolta in modo esclusivamente interattivo con domande e risposte. Sono stato affrontati dapprima argomenti quali la descrizione dei vari ambiti di lavoro del veterinario, le differenze anatomiche tra le specie animali in base alla natura della loro alimentazione, e come raggrupparle secondo il loro utilizzo per l’uomo, per poi entrare nel dettaglio nei bisogni e nelle cure di cui necessitano i PET.

Gli alunni hanno così appreso ad esempio che il veterinario non si occupa solo di curare gli animali, ma fa al pari e più del pediatra, prevenzione con visite periodiche, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari nonché si occupa di ricerca presso enti ed università, lavora negli zoo ed acquari, si impegna per la salvaguardia dell’ambiente e delle specie in via di estinzione, cura gli animali zootecnici negli allevamenti, segue tutta la filiera nell’industria alimentare controllando gli alimenti e gli ambienti fino al momento in cui il cibo arriva nel loro piatto in mensa. Hanno imparato inoltre che il coniglio non è un roditore e che come la cavia e il chinchillà deve mangiare erba e non semi, che il cavallo viene considerato un Pet e non un animale zootecnico e che usa le labbra per trappare l’erba, a differenza della vacca che usa la lingua e di pecora e capra che utilizzano gli incisivi. Hanno poi classificato e raggruppato i Pet in erbivori, carnivori, onnivori e granivori evidenziando le loro differenze anatomiche dentarie e organiche interne.

I bambini si sono quindi avvicinati al gatto ed hanno notato le sue caratteristiche estetiche, alcune comuni alle loro altre peculiari, che lo caratterizzano, ad esempio la coda usata per l’equilibrio e la comunicazione, le vibrisse come sensori al buio, gli occhi con iride fessa, i padiglioni auricolari direzionabili, gli artigli retrattili, etc.; al microscopio hanno visto cellule e parassiti quali pulci e pidocchi di cui hanno capito il ciclo ambientale ed i motivi per cui ne sia importante la prevenzione.

In un’ultimo, ma non meno importante momento, si è chiesto chi di loro fosse proprietario di Pet ed, in base al tipo di animale posseduto, di indicarne i bisogni (ad. es.: cibo, bere, dormire, giocare) e quali cure potessero essere da loro eseguite per soddisfarli (ad. es.: fornire ciotole e lettiere, giocare con lui, portarlo a passeggio, spazzolarlo e lavarlo periodicamente con i prodotti appositamante a loro dedicati, nonché pulirne regolarmente orecchie e denti, etc.).

Al saluto finale, dopo aver presentato il progetto della campagna cuccioliamori, mentre ne distribuivamo il materiale, non è mancato un’applauso fragoroso di ringraziamento nei nostri confronti che ci ha ripagato di tutti gli sforzi fatti per rendere frizzante ed interattiva la lezione. Di questa esperienza ne porterò sempre un bel ricordo e sono sicuro che lo stesso faranno tutti quelli che ne hanno goduto.

Condividi...
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

mneri